Torti e ragioni
Non sono interessata alla ragione!,
per quel che conta
posso tranquillamente avere torto
e, maggiormente, se la ragione
è un peso da portare sopra il cuore.
Mi siedo - del tutto indifferente -
da quella parte che appare sconveniente.
Su quella seggiola che resta sempre vuota
e che nessuno sente gli appartenga.
Lascio le armi di una qualunque lotta.
E quando un velo
copre il movimento bellicoso
col paravento sacro
mi siedo e aspetto.
Che passi la follia di ritenere
di essere nel giusto.
Eccome passa!
Col tempo passa sempre,
altro non fosse
che quell'innato senso di pigrizia
che presto o tardi prende il sopravvento
rendendo vano perfino
il tentativo d'esser nel giusto.
E' libera una seggiola?
Nessuno vuol sedervisi, e perché?
Con tutta la fatica del mio vivere
La colgo al volo!
Che vuoi che sia se sopra non vi è scritto che ho ragione?
Prendo un istante sacro di riposo,
pria che gli antagonisti di una vita
(torto e ragione)
tornino ad avanzar motivazioni
(ognun le sue)
e a riconvincermi che
debbo pur esser nel giusto per qualcosa.
Allora mi alzerò tutto ad un tratto,
partecipando al gioco,
finchè di fronte a una seggiola vuota
(ne resta sempre una)
mi siederò esclamando:
ma che m'importa!
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